Domiciliarità

La Bottega del Possibile si ispira al principio fondante della Costituzione, sancito dall’articolo 3 in cui si afferma che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

La domiciliarità, così come è definita da La Bottega del Possibile, è infatti componente essenziale della personalità di ciascuno che troppo spesso viene ignorata dai sistemi sanitari e di welfare. Sostenere la domiciliarità è quindi un elemento sostanziale di democrazia oltre che un diritto fondamentale ed universale riguardante la dignità umana.

Nella visione de La Bottega del Possibile, la domiciliarità è il principio guida che orienta le diverse forme di protezione e le pratiche dei servizi sociali e sanitari in una visione il più possibile integrata degli stessi al servizio della persona assunta nella sua globalità.

La domiciliarità è il contesto dotato di senso per la persona, ciascuno si sente a proprio agio, in armonia con se stesso e con il proprio intorno sociale, ambientale e relazionale.

Questa visione della domiciliarità non può ridursi a mero servizio, alle sole, pur essenziali, prestazioni socio-sanitarie, in quanto riguarda la possibilità di valorizzare le risorse di ciascuno per realizzare desideri e aspirazioni personali nella sfera spirituale oltre che in quella materiale e per contribuire al benessere collettivo.

Per approfondire il significato del lemma “domiciliarità” e il lavoro culturale che lo accompagna, è possibile consultare la voce dedicata nel Dizionario di servizio sociale.

Operatori sociali

Il Valore di chi sceglie la Cura

Le figure qui riportate rappresentano, per l’Associazione, i principali riferimenti sociali del sostegno alla domiciliarità. La Bottega del Possibile riconosce loro un ruolo fondamentale, in quanto indispensabili per dare concretezza a un progetto personalizzato di assistenza e cura, centrato sulla persona nella sua globalità, nei suoi bisogni e nei suoi desideri.

Il sostegno alla domiciliarità non può infatti ridursi a un semplice insieme di prestazioni: richiede attenzione anche alla dimensione relazionale e ambientale della persona, affinché possa continuare a vivere in relazione con ciò che le è accanto e le sta a cuore. In questo contesto, diventano centrali anche figure professionali come l’educatore, la psicologa, la psicologa di comunità, l’infermiera di famiglia e di comunità. A queste professioni, l’Associazione dedica riconoscimento, attenzione e supporto anche attraverso percorsi di formazione continua.

Accanto a queste, per garantire un sostegno efficace — soprattutto nei casi di parziale o totale non autosufficienza — è necessario il coinvolgimento delle altre figure sanitarie, infermieristiche, mediche e della riabilitazione, che contribuiscono all’integrazione e completezza dell’intervento domiciliare.

Le figure professionali a cui ci rivolgiamo

A queste figure professionali, La Bottega del Possibile offre anche un lavoro costante di accompagnamento, attraverso percorsi di formazione, consulenza e coprogettazione, contribuendo così a rafforzare competenze, reti e strategie condivise, nella costruzione di risposte sempre più efficaci e personalizzate.

Beneficiari

Ha collaborazioni in atto con cooperative e consorzi in diverse realtà territoriali (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia, Marche, Umbria) e accordi stipulati con comuni e aziende sanitarie del Piemonte.

La Bottega del Possibile collabora con soggetti pubblici e del privato sociale per sviluppare attività a sostegno della domiciliarità sull’intero territorio nazionale, mantenendo un particolare collegamento con il territorio piemontese, all’interno del quale sono state realizzate progettualità volte a promuovere modelli innovativi di sostegno alla domiciliarità e alle cure integrate di comunità.

I seminari ed i corsi di formazione organizzati da La Bottega del Possibile hanno coinvolto nel corso degli anni oltre 20.000 partecipanti. A partire dal 2016 La Bottega del Possibile è stata partner tecnico della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRC di Cuneo e della Città Metropolitana di Torino nell’ambito dell’accompagnamento di progetti finanziati da bandi degli stessi.

Dal 2022 ha svolto percorsi di accompagnamento e consulenza per enti locali della Liguria nella costruzione dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nonché con alcuni istituti scolastici del Pinerolese per la realizzazione di Patti di Comunità. È stata partner tecnico del Servizio sociale dell’ULSS Scaligera per la predisposizione, accompagnamento e valutazione dei Piani Locali della Domiciliarità.