14 novembre | 09:00 - 17:00

Andare verso una Casa della Comunità realmente abitata dalla stessa è possibile!

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“La salute si sviluppa nei contesti della vita quotidiana – nei quartieri e nelle comunità in cui le persone vivono, lavorano, amano, fanno acquisti e si divertono. La salute è uno dei più efficaci e potenti indicatori dello sviluppo sostenibile e di successo di ogni città e contribuisce a rendere le città inclusive, sicure e resilienti per l’intera popolazione” (Dichiarazione OMS di Shanghai 2016).

Quello indicato dall’OMS è un approccio che richiede però anche alcuni cambi di paradigma: il passaggio dalla sanità alla salute, prima di tutto, ma altresì, il passaggio dalla presa in carico al Care multidimensionale e dalle Istituzioni alla Comunità.

La salute qualora non ricondotta alla sanità, può divenire elemento unificante e mobilitante della comunità, tema intorno al quale sviluppare processi partecipativi, nutrimento essenziale della democrazia, al fine di favorire una maggiore coesione e assunzione di responsabilità da parte dei diversi soggetti presenti nei contesti territoriali.

La riforma dell’assistenza territoriale (DM 77/2022) e i relativi investimenti del PNRR stanno mettendo in moto rilevanti cambiamenti strutturali e organizzativi. La riorganizzazione del sistema dei servizi e delle cure territoriali in atto, pone come elemento di innovazione reale le Case della Comunità.

Le Case della Comunità rappresentano una grande opportunità anche per andare verso quell’approccio indicato dall’OMS e per realizzare una reale riorganizzazione dell’intero sistema territoriale. Ma queste, non devono però ridursi a riproporre gli attuali Poliambulatori e le già sperimentate, non ovunque, Case della salute.

Le Case della Comunità, qualora abitate realmente dalla stessa, possono rappresentare quei cambi di paradigma che si rendono necessari, per poter restituire alla comunità il proprio progetto di salute, e delineare questo, partendo dalle diseguaglianze di salute presenti in esse.

Il seminario intende essere uno spazio di confronto sullo stato di attuazione dei progetti delle Case della Comunità e altresì un’occasione per poter apprendere dalle esperienze positive che sono in atto. Le ricercatrici del “Laboratorio nazionale: acceleratore dell’innovazione nelle Case della Comunità”, curato dall’Associazione Prima la comunità, porteranno gli esiti della ricerca, che è ancora in corso, svolta a livello nazionale.

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Sarà, anche, occasione per valutare come il progetto “Piossasco una comunità che si prende cura” può rappresentare l’infrastruttura sulla quale ancorare la realizzazione di una Casa della Comunità abitata e co-governata dalla comunità operosa presente.

Altresì, occasione di incontro e dialogo, sviluppando e potenziando i legami tra soggetti e realtà che si muovono nella promozione della salute comunitaria, contribuendo così a produrre pensiero e azioni condivisi.

Il seminario sarà suddiviso in due parti: al mattino con i contribuiti dei relatori e l’illustrazione della ricerca da parte delle ricercatrici del Laboratorio acceleratore dell’innovazione nelle Case della Comunità, al pomeriggio con la visita guidata ai luoghi nei quali il Progetto di Piossasco sta attuando l’approccio di salute comunitaria. Sarà occasione per incontrare e confrontarsi con gli operatori che animano il progetto, nonché con alcuni volontari e beneficiari dello stesso.

È rivolto a tutti i professionisti del comparto sociale e sanitario, a vari stakeholder e rightsholder impegnati e coinvolti, a vario titolo, a livello regionale e nazionale.

Scarica materiali allegati:

CASE-COMUNITÀ_2025-11-14

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